Mortadella IGP – amore mio

Mortadella IGP chi l’ha detto che fa male?

Alle volte per avere un pasto degno di questo nome – nutriente, appetitoso, buono – non serve andare a cercare in posti strani e cucine sperimentali nè correre dietro alla mania esotica del mese.

La bontà è di casa nel nostro Paese e poco è più buono (e bello) di un panino alla mortadella.

Uno dei salumi nostrani più amato, insieme al prosciutto di Parma DOP, tanto da noi quanto all’estero, la mortadella ha una reputazione sublime quasi quanto il suo sapore e questo nonostante i miti che le girano attorno o i dubbi che si sollevano sul come sia prodotta, se possa far male, e così via.

La mortadella nasce in epoca romana, scomparsa poi nel Medioevo, ricompare al termine del periodo a Bologna, in gergo popolare si chiama anche Bologna, città che conserva nel suo museo archeologico una stele d’epoca imperiale che convalida questa tesi.

Dal 1988 si fregia del riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Nella mortadella non c’è nulla che faccia male, di per sè, qualcosa di generalmente vero per la gran parte degli alimenti, fintanto che non ce ne si ingozza. Al contrario, è ricca di vitamine B1, B2, niacina e sali minerali (come zinco, ferro e fosforo) così come di proteine, perlopiù amminoacidi.

Detto questo, essendo la mortadella un salume, è caldamente sconsigliata per chi vuole tenere il colesterolo sotto controllo, per diete dimagranti o iposodiche in quanto ricca di lipidi, sodio e calorie ( 100g di mortadella contano la bellezza di 288 kilocalorie e 60/70g di colesterolo).

Il bello e il buono, normalmente, hanno sempre un rovescio della medaglia.

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